HUCK SCARRY NEL SEGNO DELL’EREDITA’ PATERNA

Attualmente Huck Scarry continua l’opera di suo padre Richard, creando nuovi lavori con i personaggi immaginati da suo padre. Molti non sanno che anche sua madre Patricia era una famosa scrittrice di libri per l’infanzia. Afferma senza ombra di dubbio che la sua è stata un’infanzia molto felice, merito di due genitori favolosi che non gli hanno fatto mancare nulla, soprattutto l’affetto. Il padre, nonostante realizzasse mediamente 6 libri in un anno e fosse assorbito dal suo lavoro creativo, riusciva sempre a ritagliarsi dei momenti da trascorrere con il figlio. Ricorda che in casa ha vissuto sempre in un’atmosfera artistica, respirando nell’aria il profumo inconfondibile delle matite temperate, ha anche affermato con ilarità che i suoi genitori sarebbero rimasti delusi se avesse proseguito una carriera di stampo scientifico-tecnico, poiché era naturale che ritenessero di maggior interesse, valore e gratificazione una professione umanistico-artistica.
Huck Scarry (66 anni) scrive ed illustra libri per l’infanzia, e come ci confida, se al padre sembrava di avere solo 5 anni, lui se ne sente dieci! È stato un illustratore negli anni Novanta per Mondadori, realizzando raccolte di acquarelli dedicate a diverse città italiane come Diario napoletano, Diario romano, Diario toscano e Diario veneziano. Di recente, nel 2018, ha illustrato un libro per bambini, pubblicato da Rizzoli, sulla vita di Anna Frank, dal titolo “Tutto su Anne” (All About Anne) per la Casa di Anna Frank ad Amsterdam. Considera quel lavoro una sfida davvero incredibile poiché non c’è nessuna documentazione né fotografia della vita quotidiana di Anna nella soffitta, e quindi la sua fantasia di illustratore, per creare le atmosfere dell’ambientazione, in un contesto storico così turbolento e drammatico, ha davvero superato ogni sua aspettativa.
L’essere diventato anche lui un artista è un grande insegnamento, dono ed eredità che gli hanno lasciato il padre e la madre. Il suo ultimo lavoro “” (Buona notte piccolo orso, non ancora pubblicato in Italia) ha in copertina un orso grande con un orso piccolo dietro di lui. Racconta una storia ispirata al gioco che faceva con il padre, quando aveva due o tre anni, ogni sera prima di addormentarsi, suo padre faceva finta di non vederlo; lui gli saliva sulle spalle e lo portava in giro per la casa chiedendo se qualcuno avesse visto Huck.
Racconta anche l’entusiasmante fantasia del padre, la sua allegria di vivere che difficilmente riusciva a tenere a freno, molto simile ai temperamenti ed ai caratteri dei suoi personaggi.
All’epoca di Richard Scarry non si consultava Internet. Scarry pero aveva già creato un archivio visivo a cui attingere per disegnare. In contenitori diversificati, le immagini erano categorizzate per genere di appartenenza (paesaggi, oggetti, persone, particolari…) quando gli serviva “la scintilla” per realizzare un soggetto od una ambientazione in particolare, andava a consultare il suo archivio e pescava in quella specie di motore di ricerca.
E così, per la Roma anni ’50 rappresentata nel libro “In giro per il mondo”, sono disegnati sotto la scalinata di Piazza di Spagna i taxi dell’epoca che erano verdi, con il tettuccio scuro e i taxisti in divisa beige, uguali-uguali a quelli delle foto del ’63 conservate dal padre in quegli appositi contenitori.
Huck Scarry ha rivelato altri aspetti poco noti del padre scrittore Richard: gli ha insegnato le buone maniere, il rispetto per gli altri ricordandogli di non perdere mai l’infanzia che ognuno ha dentro di sé. Si può, infatti, continuare ad essere adulti e conservare la stessa freschezza di quando si era bambini.
Fabio Bianchi